Be kind
Mi manchi perchè non ce ne siamo mai andati del tutto, nè tu nè io.
Mi manchi perchè io non ho mai voluto lasciarti andare, neanche quando credevo non ti avrei mai più rivisto, mentre stavo in piedi davanti a te e a tuo padre, e non sapevo se potevo piangere o se potevo baciarti o se dovevo chiederti di restare. Magari per me, chissà?
Ciò che è successo tra quelle quattro mura, al buio, mi ha cambiato per sempre e per sempre farà in modo che tu mi continui a mancare. Più di una balena tatuata, più di un segno sul collo, più di una lettera nel portafogli. Non ti ho mai più chiesto nulla in cambio del mio amore che continua a riversarsi nella tua direzione. Ho smesso di cercarti, di dirtelo, di fartelo capire che mi mancavi. Non voglio niente da te, non so nemmeno se mi interessa mancarti. Quel vuoto e quella distanza che ci separa la riempio da sola di queste parole che a te non arrivano ma a me servono, perchè altrimenti come lo affronto tutto questo? Le parole che ti scrivo mi fanno sentire al sicuro, bene, come quando c’eri, come quando piangevo e tu mi stringevi, o al massimo mi davi una pacca sulla spalla. Come quando eri per me ciò di cui avevo bisogno: alle volte un amico, alle volte un amante, alle volte un fratello, un accompagnatore, un fidanzato, un genitore. Eri tutto. E poi non c’eri più, ma io non ce l’ho fatta senza. E allora ti ho tenuto qui, al centro del petto, come se non te ne fossi mai andato davvero. Come se invece di accompagnarti quel pomeriggio, ti avessi rapito e avessi cambiato strada.
no one wants to hear it but love is earned after the initial infatuation. commitment is something u both mutually agree to and then from there it’s work. it’s not work like it’s a chore it’s jus work like it takes effort. to get good at these things takes practice. it takes practice to learn to communicate better and it takes practice to learn to love each other in the ways u need to be loved.
(Source: 3smalleyes, via lemanichesistringono)
Non ho una memoria di ferro. Non ho proprio una memoria, a dirla tutta. Mi dimentico tutto: i numeri Di telefono, i compleanni dei miei amici, come si fa la lavatrice. A scuola facevo schifo nell’ imparare le date, le capitali, i nomi delle persone. E non parliamo dei nomi delle persone quando mi stringono la mano, neanche 30 secondi e nella mia mente già non esistono più.
Ma di te mi ricordo tutto. Una memoria di ferro, dirai. No, assolutamente. Forse sei ancora innamorata, dirai. Neanche quello. Semplicemente, ho scritto tutto per paura di non perderlo. Ho vissuto emozioni e sensazioni cosi intense che avevo una paura tremenda che venissero dimenticate. Quanto male mi hai fatto, ma quanto amore ho provato. Tutte quelle volte in cui ho pensato che non avrei mai permesso a nessuno di farmi così male, o cosi bene. Tutte quelle volte, l’ho scritto da qualche parte. Archiviato, come le fotografie che non abbiamo mai fatto, come i biglietti che non mi hai mai scritto. Era come una strada a senso unico, ma tutto ciò che ho vissuto io e rimasto, prima nella carta e poi nel cuore, perchè certe cose, certe persone, meritano di essere ricordate. I morsi sul collo se ne vanno, i messaggi spariscono quando cambi telefono, le parole restano. Nero su bianco.
E sai quanti ne ho lasciati in giro io, di pezzetti di cuore. Tutte le volte che ho vissuto il momento, che ho approfittato di un'occasione che in realtà occasione non era. Tutte le volte che avevo solo bisogno di un po di dolcezza, di essere accettata, di essere apprezzata. Quei momenti di debolezza in cui non mi bastavo da sola, avevo bisogno di qualcuno che mi dicesse che ero bella, che con me stava bene, che mi toccasse come se davvero io fossi migliore delle altre. Non mi sento in colpa e non ne faccio una colpa: forse non erano grandi amori, forse ho sbagliato. Si, probabilmente ho sbagliato ma non c'era altro di cui avessi bisogno. Io volevo solo qualcuno, e ringrazio quel qualcuno che c'é stato, anche se poi se né andato, anche se poi in realtà si é portato via molto più di qualche bacio o nottata a letto. Io ne avevo bisogno, e grazie a loro ho scoperto cosa non é l'amore. Ho capito la differenza tra l'essere bravi amanti o essere bravi ad amare, la differenza tra un bel bacio e un buon bacio, tra la passione senza limiti e la dolcezza senza limiti. Ho capito com'era innamorarsi al momento sbagliato, illudersi, illudere, darsi un Po troppo, giocare un Po troppo. Ringrazio tutti, i giochi d'amore più grandi lasciati a metà, e quelli più piccoli, di una sera o poco più, tanto per sentirsi al sicuro tra le braccia di qualcuno che chissà, magari sarebbe potuto diventare qualcuno, e invece.
Vorrei poter scrivere di noi, di come abbiamo combattuto con i denti per tenerci, nonostante il mondo, le persone, la distanza, il lavoro. Ma non mi viene in mente niente, come se non ci fosse niente da dire, o come se le parole non bastassero. Potrei dirti grazie per ogni abbraccio, ogni carezza, ogni bacio in fronte. Per ogni lacrima che mi hai lasciato versare senza farmi sentire una bambina immatura, per ogni volta che mi hai detto “verranno giorni migliori ”.
Perché non siamo troppo giovani per credere nell'amore, ma siamo decisamente troppo giovani per smettere di sognare, di immaginare, di pianificare.
Grazie di essere il mio.motivo per arrivare in fondo a ogni giornata,
Credevo mi facesse schifo, credevo di non averne bisogno, invece era tutto ciò che mi serviva: una serata al cinema, un giro al mercato, una passeggiata in piazza. É anche l'unica cosa che non hai saputo darmi, quel pizzico di normalità che mi avrebbe fatto credere che era qualcosa di vero, di credibile. Me la proponi adesso la.normalitá: un film atteso da vedere insieme, un caffè alle 9 del mattino, senza trucco o vestiti eleganti o giacca e cravatta.
Me lo proponi quando non c'é più nulla da fare, quando ormai la sera alle volte riesco ad addormentarmi senza pensare neanche per un secondo quanto il tuo nome mi ricordi che anche io posso fallire, che anche il mio cuore si può perdere nella strada sbagliata e poi tornare indietro con un pezzo di meno. É tardi, e tu ancora ti ricordi qualche volta, quando sono un Po più sola, annoiata, stanca, di bussare alla mia porta, che non si sa mai. Ma é tardi, io non ci sono più, e se ci sono non apro. Te ne sei andato quando non dovevi, quando fuori splendeva il sole e io avevo un vestito arancione come i miei capelli, un sorriso bianco come la luce. Torni, Torni continuamente ma non ce più il sole, i miei capelli sono spenti e il mio sorriso un Po meno lucente. Sono felice, altroché. Ma non ci sei tu, e io non ci riesco a non ricordarmelo.
Mi sfioravi con le tue mani morbide, niente a che vedere con gli uomini che sono sempre piaciuti a me, quelli le cui mani raccontano storie di lavoro, di fatica, di traguardi. Mi toccavi con delicatezza ma senza esitazioni, sempre sicuro di cosa fare, di cosa avere, di come avermi.
Mi abbandonavo tra quelle mani senza capire più niente, come un primo bacio tanto atteso, come se tutto intorno non esistesse più. Ti guardavo adorante, ti lasciavi toccare e io ero tutt'altro che sicura, coraggiosa, spavalda. Avevo una paura tremenda di rovinarti, di rovinare noi e di essere riportata tutto a un tratto sulla terraferma, sul mondo reale in cui no, non sarebbe mai possibile che tu e io, si insomma, ma chi ci crederebbe.
E non l'hai fatto, non mi hai catapultato indietro, ma te ne sei andato piano, staccando prima le mani, poi la bocca, poi la voce. Chissà se il cuore è mai stato attaccato al mio. Te ne sei andato piano, facendomi rendere conto giorno per giorno della tua assenza, delle tue mani morbide che non avrei più sentito sulla mia schiena.
no one wants to hear it but love is earned after the initial infatuation. commitment is something u both mutually agree to and then...

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